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La sorella della custode rende il marito cornuto.


di Giuseppe12
22.08.2023    |    342    |    1 9.2
"Al mio bacio i rispose con passione e le nostre mani incominciarono ad accarezzarci a cercarci..."
Il rapporto con Anna riprese in maniera ordinaria considerato che lei era persa di me e soprattutto della mia personalità; ma questa è un’altra storia. A novembre le feci presente che mi sarei recato in Spagna coi miei per una settimana di vacanza. Mi fece promettere che le avrei portato un regalo anche perché in quella settimana sarebbe caduto il suo compleanno. Una mattina mi mandò un messaggio chiedendomi se avesse potuto chiamare per parlarmi, acconsentii. Quando mi chiamò mi disse che la telefonata riguardava sua sorella che aveva un problema che il suo commercialista non riusciva a risolvere. Le feci presente che, benché fossi in vacanza, avrei fatto una eccezione solo per lei. Poco dopo mi arrivò la telefonata della sorella che chiameremo Giuseppina: mi sottopose il quesito al quale feci presente che, a seguito di leggi regionali, non ero a conoscenza cosa avesse deciso in merito la Regione Lombardia. Lei, con fare spavaldo mi fa, informati e fammi sapere. Le risposi che prima di tutto non ero il suo professionista e per seconda cosa ero in vacanza ed avevo altro a cui pensare. Come sei in vacanza di questi tempi, mi disse. Le risposi che erano affari miei e le riattaccai il telefono con intenzione di chiamare Anna e raccontarle l’accaduto. Poco dopo Anna mi mandò un messaggio chiedendomi di volermi parlare. A quel punto la chiamai io, approfittando che i miei erano impegnati in un centro commerciale. Alla telefonata Anna esordì chiedendomi scusa per l’accaduto e che la sorella era dispiaciuta per come si era comportata, ma sai, mi disse Anna, lei è abituata così; le feci presente che con me avrebbe avuto vita breve, anzi aveva già chiuso con me. Al che Anna mi chiese se potevo prenderla come cliente, le risposi subito di no perché nel mio portafoglio non ci potevano essere clienti ineducati. L’argomento si chiuse li e insieme la telefonata perché nel frattempo era arrivata mia moglie che capito che stavo parlando di lavoro e mi rimproverò. Dopo alcune settimane andai a Milano e, dopo i miei impegni, mi recai da Anna che mi aspettava. Arrivato, suonai alla porta e lei mi venne ad aprire e mi disse che c’era una sorpresa. Una volta entrato in soggiorno mi trovai davanti una coppia che capii essere la sorella Giuseppina e suo marito. Anna me li presentò confermando la mia ipotesi e subito iniziò a parlare chiedendomi scusa per la sorella, la quale a quel punto intervenne nella conversazione, dicendo che lei nel momento della telefonata era in panico in quanto la sua commercialista non sapeva darle una risposta per risolvere il suo impellente problema. Le risposi di cambiare professionista. A quel punto Anna chiamò la sorella e con una scusa se la portò in cucina, mentre rimase suo marito a farmi compagnia e a subissarmi di quesiti. Poco dopo le sorelle ricomparvero e Giuseppina, chiamando il marito, gli disse che dovevano andare per un impegno pregresso. Mi salutarono, ma Giuseppina avvicinandosi per baciarmi sulle guance sottovoce mi disse.. telefonami ho bisogno di parlarti. Una volta andati via, mi dedicai completamente ad Anna dimenticandomi quanto detto dalla sorella. Nei giorni successivi la vita tornò normale fino a quando un giorno aprendo la lista dei messaggi mi trovai un messaggio che diceva: avevi promesso che mi avresti chiamato, ma non lo hai fatto… Risposi, non so chi sei e non ho fatto alcuna promessa. La risposta non si fece attendere, sono Giuseppina la sorella di Anna. Le risposi che, se avesse voluto poteva chiamarmi dopo 30 minuti. Arrivò la telefonata e subito iniziò a parlarmi dicendomi che aveva seguito il mio consiglio e il nuovo professionista le aveva risolto il problema e quindi mi ringraziava. Poi arrivò la domanda, che mi aspettavo, che intenzioni hai con mia sorella. Le risposi che non avevo voglia di parlarne, allora mi chiese se potevamo incontrarci per parlare anche di altro. Le dissi che mi veniva difficile perché il paese dove abitava era distante e scomodo da raggiungere. Giuseppina mi disse che lei doveva recarsi a Milano a sistemare alcune cose a casa di suo figlio che oramai viveva all’estero. Le dissi che ci avrei pensato la salutai e riattaccai. Nei giorni seguenti mi giunsero dei messaggi di saluto, ma niente più. Durante una delle nostre telefonate con Anna , questa mi chiese se avessi parlato con sua sorella. La domanda mi lasciò basito, però confermai e le dissi che mi aveva chiesto ancora altre informazioni. Anna confermò che anche la sorella aveva detto le stesse cose, anzi aggiunse è affascinata dalla tua voce. Chiusi li la conversazione. Dopo qualche giorno fui io a scrivere un messaggio a Giuseppina dicendole che il giorno dopo sarei dovuto andare a Milano per lavoro e che sarebbe stata l’occasione per incontrarci. La risposta non si fece attendere e Giuseppina mi scrisse che con un preavviso così breve non sapeva se ci fosse riuscita, tuttavia ci avrebbe provato. Sicuro che sarebbe venuta le chiesi l’indirizzo dove trovarci e lei me lo inviò con le indicazioni come arrivarci a piedi. Pensai che se fosse venuta all’appuntamento di sicuro c’era un interesse particolare da parte di Giuseppina. Il giorno dopo arrivai a Milano, ritirai i documenti dal mio cliente e poi mi diressi all’indirizzo indicatomi. Arrivato davanti al portone non sapendo dove suonare provai a chiamare al telefono e subito Giuseppina mi rispose e alla mia domanda mi indicò il campanello. In quel momento passò un carretto ambulante di fiori e mi venne l’idea di comprare dei fiori per fare una impressione diversa. Salito al piano bussai e Giuseppina mi aprì la porta e rimase stupita nel vedermi che la omaggiavo di un mazzo di fiori. Li ammirò con un sorriso e esclamò:.. mia sorella mi aveva detto che sei un uomo di classe. Una volta entrato ci baciammo e provai a stringerla un po’ di più a me e lei si lasciò fare. Mi fece accomodare nel soggiorno dove mi sedetti sul divano e mi chiese se avessi preso un caffè, la ringraziai e le chiesi pure un bicchiere d’acqua. Poco dopo comparve col vassoio e mi porse il caffè sedendosi accanto a me sul divano. L’imbarazzo si tagliava col coltello tuttavia ruppi gli indugi e dissi che la casa era ben collocata nel centro di Milano, lei mi disse che l’avevano acquistata con suo marito non appena sposati e successivamente, dopo la separazione si era trasferita fuori Milano e l’alloggio lo aveva affittato, finché il figlio, raggiunta la maggior età, si era trasferito in quell’alloggio che ora era vuoto di nuovo perché suo figlio si era trasferito all’estero, per cui aveva deciso di riaffittarlo. Questa era stata la scusa che aveva detto al suo compagno per venire da sola all’appuntamento. La ascoltavo e nel frattempo cercavo di trovare in lei delle similitudini con sua sorella. Erano simili con la differenza che Anna sprizzava sensualità da tutti i pori. Finito il suo racconto chiesi a Giuseppina quale era il vero motivo perché mi volesse incontrare e mi disse tutta d’un fiato che lei non aveva mai tradito il suo compagno, ma che ora con me voleva farlo, cioè voleva venire a letto con me, soprattutto dopo quello che aveva sentito da sua sorella. Rimasi stupito e interdetto perché per un attimo pensai che poteva essere un tranello per mettermi alla prova. Non avendo nulla da perdere le dissi che mi faceva piacere, ma non volevo essere io la persona che avrebbe indotto Giuseppina a tradire il suo compagno col quale viveva da circa trenta anni. Lei ribatté che aveva deciso e voleva rivivere la sua sessualità come un tempo, voleva essere sbattuta come una vera femmina. Mentre diceva questo si spostò i capelli a quel punto le misi la mano dietro la nuca e la tirai verso di me e la baciai. Al mio bacio i rispose con passione e le nostre mani incominciarono ad accarezzarci a cercarci. Le baciai il collo e l’atto la fece andare fuori di testa miagolava e ululava come un animale in calore. Le fermai le mani e le sfilai l’abito lasciandola in slip e reggiseno che subito dopo le sfilai per ammirare le sue tettine con dei capezzoli esageratamente enormi che incominciai a succhiare e strizzare, che goduria. Piano piano scesi fino giù e scoprii che l’aveva ancora pelosa e subito la baciai, mi fermai e le dissi la prossima volta “la voglio completamente depilata e morbida”. Mi disse che sarebbe stato quasi impossibile perché al suo uomo piaceva così. Mi alzai e le dissi che la voleva depilata, completamente depilata e mi recai in bagno per rinfrescarmi e subito dopo mi diressi verso la stanza da letto e chiamai Giuseppina che corresse a farsi sbattere. La sdraiai sul letto e me la baciai tutta e con la lingua incominciai a scoparla e a succhiare tutto quello che sbrodolava, che follia. Incominciò a urlare tanto a quell’ora nel palazzo non c’era nessuno. Le chiesi di mettersi giù a quattro zampe e subito dopo la presi per i capelli e la portai in giro per la stanza più le davo della puttana e più godeva. La feci rimettere sul letto le aprii le gambe e le infilai il mio cazzo e incominciai a pomparla con godimento di entrambi fino allo sfinimento. Dopo essere venuto mi appoggiai prima su di lei poi mi sdraiai accanto e incominciai ad accarezzarla e a giocare coi suoi capezzoli. Le si accucciò accanto a me si rilassò e si addormentò. Dopo un po’ mi accorsi che era passato del tempo e che non ne avevo molto per andare in stazione per cui decisi di rivestirmi al che Giuseppina disse che avrebbe chiamato il suo compagno così lo faceva venire incontro così avrebbe risparmiato del tempo. A quel punto le chiesi come ti sentirai a guardarlo dopo averlo tradito, lei mi rispose, bene perché volevo essere una donna e una femmina ed io l’avevo aiutata. La salutai e la baciai dicendole salutami il cornuto. Lei mi fece scivolare in tasca le chiavi dell’alloggio e mi sussurrò sarò tua ogni volta che lo vorrai, ma dammi un po’ più di tempo per organizzarmi
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